Età e memoria: il microbioma del cane fa la differenza

Il microbioma del cane associato a età e memoria

Se la memoria lo inganna, la colpa può essere del microbioma intestinale del cane. Anche per loro, infatti, la composizione dei batteri presenti nell’intestino è associata all’età e alle performance di memoria.

Memory test

Immaginate di fare un gioco con il vostro cane: prendete 5 contenitori, 4 vuoti ed 1 con il suo premio. Disponeteli nella stanza a semicerchio e lasciatelo libero di curiosare per identificare il cibo. Poi allontanatelo per 30 secondi.
Ritornate alla posizione di partenza, che sia equidistante da tutti i contenitori e lasciatelo libero di trovare il contenitore giusto.
Lo troverebbe al primo tentativo? Quanti errori farebbe prima di trovarlo?

Questo è ciò che hanno valutato i ricercatori del dipartimento di Etologia dell’Università di Budapest. Dopo aver sottoposto a questo test alcuni cani di proprietà, di razze ed età diverse, i ricercatori hanno analizzato la composizione batterica delle loro feci. Hanno così scoperto che l’età e lo sviluppo cognitivo sono correlati alla composizione del microbioma del cane da compagnia.

Puoi fare anche tu dei semplici test cognitivi sul tuo cane. Segui il video creato dagli stessi ricercatori Ungheresi.

In medicina umana, la composizione del microbiota intestinale è già stata correlata a diverse condizioni psichiatriche, quali depressione, ansia e autismo e a disordini neuorodegenerativi. In animali da laboratorio, diversi studi suggeriscono che lo sviluppo neurologico è influenzato dal microbiota intestinale.
Uno studio analogo negli animali da compagnia non era ancora stato riportato.

Asse intestino-cervello

Come per l’uomo, anche nei cani, il microbiota intestinale sta assumendo un’importanza crescente in relazione a diverse condizioni e patologie, sia intestinali che sistemiche. È ormai accettata l’esistenza di una via di regolazione chiamata asse intestino-cervello, tra il sistema nervoso enterico ed il sistema nervoso centrale.

Lo studio di Kubinyi et al., pubblicato su Animals nel 2020, ha indagato per la prima volta questo tipo di relazione anche nei cani di proprietà.

La via principale attraverso la quale il microbioma intestinale può influenzare il comportamento è attraverso i metaboliti prodotti dai batteri intestinali. Tra questi ci sono anche neurotrasmettitori, quali GABA, serotonina, dopamina e noradrenalina, oltre che melatonina ed istamina.

Analisi del microbioma del cane

Il test del microbioma si basa sulle moderne tecniche di sequenziamento di DNA, cosiddette di next-generation, che consentono di identificare nel dettaglio la composizione tassonomica e anche le potenziali funzioni dei microrganismi intestinali, permettendo una migliore comprensione delle interazioni tra i batteri e l’ospite.

In accordo con studi precedenti, da questo lavoro emerge che i phyla più abbondanti sono Bacteroidetes e Firmicutes, seguiti da Fusobacteria, Proteobacteria e Actinobacteria. Questi 5 phyla sono i predominanti nella specie canina, anche se la proporzione di ciascuno varia nei diversi studi, probabilmente in relazione a variabili come razza, età, tipo di dieta e stile di vita.

In questo caso, l’età è inversamente correlata alla percentuale di Fusobacteria, batteri che nel cane sono associati ad un microbiota sano.

Per quanto riguarda le performance di memoria, invece, i cani che hanno commesso più errori nell’individuare il premio hanno mostrato una maggior percentuale di Actinobacteria nelle feci. Questo è in accordo anche con alcuni studi sull’Alzheimer nell’uomo, che evidenziano un’associazione della patologia con la disbiosi intestinale.

Disbiosi associata all’età e modulazione del microbioma

Nel corso dell’invecchiamento, il microbiota va normalmente incontro ad una disbiosi (age-related) correlata al peggioramento dei marker di vecchiaia e della qualità della vita. Infatti, il trasferimento di microbioma tra individui di età diverse porta con sè anche una modifica delle funzioni cognitive.

Ad esempio, negli studi di Smith et al. del 2017 e di Bárcena et al. del 2019, il trapianto fecale da animali (pesci e topi) più giovani ha corretto la disbiosi intestinale nei più anziani, migliorandone la salute e la durata della vita. Mentre nello studio di D’Amato et al. del 2020 il trapianto fecale da topi anziani a giovani ha prodotto un cambiamento del microbiota intestinale associato al declino delle capacità di apprendimento e della memoria.

Il legame tra composizione microbica e invecchiamento è sempre più evidente, come anche le potenzialità del trapianto di microbiota per trasferire assieme all’ecosistema batterico le funzioni a esso associate.


Federica Andreatta

Sono un Medico Veterinario. Laureata all’Università di Padova, prima in Scienze e Tecnologie Animali e successivamente in Medicina Veterinaria nel Marzo 2020. Ho lavorato a un progetto di ricerca presso l’Università del Missouri (Columbia, MO, USA) dove ho studiato il ruolo del microbiota intestinale e di fattori genetici nell’influenzare lo sviluppo di neoplasie intestinali. Da febbraio 2021 collaboro con EuBiome allo sviluppo del Progetto Pet FMT sia dal punto di vista medico che della comunicazione.

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